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Technorati Tags: gaetano, live, askatasuna, 10_maggio

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Lo sappiamo da noi che meglio sarebbe un video di Chris Cunningham: dopo le fratture ritmiche di Aphex Twin potrebbe con successo cimentarsi con le nostre. Ma intanto che ci mettiamo d’accordo con lui, e intanto che ci rifacciamo il trucco per presentarci ancora una volta con i nostri bei faccini dal vivo (presto, prestissimo: 10 maggio!)…
Ecco che ci piacerebbe lasciare una testimonianza di quello che è stato… Un pezzo concepito per la sola esibizione live, un prontuario di influenze musicali che può serivire ai ‘novellini’ ad orientarsi nel labirintico mondo interiore di Gaetano.
Ai postumi l’ardua sentenza.
Commentate, please.
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Perdonate il sentimentalismo, ma oggi Gaetano compie quattro anni di vita, e ci andava di rendere pubblica la ricorrenza. Un abbraccio a chi ci segue con passione, a chi ci segue con tiepido interesse e a chi, in cerca delle solite porcherie, è finito qua sopra per caso. Oggi è giorno di festa e sono invitati tutti!

Bello! Bello! Bello!
Nella misura in cui ci siamo divertiti come pazzi e abbiamo suonato come si deve, in un posto come si deve, grazie ad un fonico come si deve (thanx Rocco!). E’ bello suonare come uno si è sempre immaginato che avrebbe voluto suonare i pezzi. Sembra una cazzata, ma nella pratica, poi, è sempre più complicato di come si immagina… E poi il buio e le luci, i colori (thanx Michele).
E infine voi: belli, belli, belli. Grazie di cuore a tutti gli accorsi e ai non accorsi giustificati.
Gli altri, beh… lo sapete da soli, no? Guardatevi le foto e rosicate!!!
Per il resto che dire? Il modo migliore per cominciare l’anno gaetano, l’impressione di aver individuato una dimensione.

La facciamo breve. Sabato 23 febbraio, alle 20 e 45, presso la Sala Espace di via Mantova 38, un teatro, tanto per capirci, Gaetano riprende la sua attività live per l’anno 2008. Potremmo dirvi che ci saranno un sacco di sorprese, ma vi conosciamo: niente è mai abbastanza. Ingordi!
C’è un biglietto di ingresso (8 euro o 5 per gli studenti e gli over 60, che notoriamente costituiscono una percentuale ingente della popolazione che ingrassa le fila dei nostri fans) ma un palco grande grande e (incrociamo le dita) meno problemi di acustica del solito.
Non fate i puzzoni (per quello già ci siamo noi a far punti per tutti) e venite a vederci! Se sarete tanti, giurin giurella, riprendiamo a scrivere sul blog con costanza.

Fra tre giorni il 2007 volge al termine. Vi risparmiamo un dettagliato bilancio pubblico dell’anno gaetano, vi basti sapere che il saldo, comunque, è decisamente positivo. Ora, mentre tutti ci organizziamo per il tradizionale bacio sotto il vischio che fa avverare i desideri (a proposito: bando ai sentimentalismi, l’unico ammesso per questo capodanno è “voglio qualcuno che produca il disco a gaetano”); mentre il nostro astrologo di fiducia prepara l’oroscopo 2008 che, da tradizione, arriverà in ritardo; mentre precisetti, taccuino alla mano, potrà finalmente concentrare le sue ansie sull’evento dell’anno (23 febbraio, L’Espace); mentre mediteremo su un arrangiamento definitivo per l’ebbra o prepariamo le valigie per Berlino…
Mentre tutto questo accade, appunto, volevamo ringraziarvi per la nutrita presenza di ieri sera, per quelli che hanno ballato e quelli che hanno cantato le nostre canzoni, che fa comunque sempre una certa impressione. Grazie anche a Bobo e a tutto lo staff del Liber, noi siamo stati bene e non capita così di frequente. Grazie alla pasticceria napoletana che scalda i nostri cuori a colpi di calorie, concentrate nella pastiera più buona del mondo. Grazie a tutti, insomma.
Buon 2008, per concludere.

Un canto di Natale, come si diceva. Un po’ in anticipo e un po’ in ritardo allo stesso tempo. Oberati, stressati, compressi, sfilacciati, nauseati e confusi e felici, siamo sempre qua. Nonostante il silenzio di questo mese passato. E per l’occasione avremmo pensato ad un simpatico cadeau, anzi due. Probabilmente tre, se non scappate dal grigio di questa città subito dopo l’abbuffata di panettoni.
PRIMO PACCO (DOPPIO)
Ci sarebbero due pezzi nuovi. Potete scaricarli con un semplice click o ascoltarli in streaming usando gli appositi strumenti qua sotto. La qualità della registrazione è quella che è, ma nel paese in cui il Ministero della pubblica istruzione tutela gli insegnanti di italiano che l’italiano non lo sanno parlare (nè scrivere, nè tantomeno insegnare) e se ne fotte della beata gioventù che ne pagherà le conseguenze in un futuro di cui nessuno si vuole prendere mezza, dico mezza, responsabilità… insomma, sarà ben perdonabile che Gaetano si presenti un po’ rattoppato pur di farvi avere due nuove perle per il vostro ipod.
Parental advisory: se ascoltate per la prima volta i brani alla presenza dei bambini, sappiate che ad un certo punto si potrà udire distintamente il sostantivo “puttana”: è funzionale alla narrazione e per niente gratuito, ma c’è. Regolatevi. (NDR. I miei pargoli sono sopravvissuti, senza nemmeno apostrofare in tal guisa la nonna al primo pranzo a famiglia riunita).
SECONDO PACCO
Già… immaginiamo senza troppo sforzo che per allora starete sfrecciando su piste innevate o riscaldando le vostre terga al sole delle Maldive. Ma se così non dovesse essere, il 27 dicembre, presso il Cafè Liber ci sarebbe poi anche l’ultimo concerto dell’anno di Gaetanuccio vostro. Vorremmo fosse una specie di festa per la nostra famiglia allargata e tutti gli altri che volessero unirsi a noi (anche carnalmente, al limite): auguri, baci sotto il vischio, spumante (se lo portate voi, si intende) e qualche avanzo di panettone (con uvetta, canditi, glassa e mandorle, please). Per l’occasione, non paghi della nostra magnanimità, faremo un pezzo nuovo. Una filastrocca acustica piena di parole strane (nessuna volgare, promesso), leggera come una piuma e digeribile come la bagna caoda.
Allora?
Ancora convinti di scappare in vacanza?!
A disdire la settimana bianca si è sempre in tempo: fanculo alla cauzione!
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Nella speranza che gli efficienti servizi di intelligence statunitensi non trattegano presso le LORO galere il nostro chitarrista con l’accusa di terrorismo internazionale (nello specifico, per un presunto tentativo di dirottamento aereo, armato di una stratocaster del ‘69), il nove novembre, venerdì, Gaetano si esibirà “al fresco”.
L’occasione è paratissIIIma 2007, quest’anno ospitata negli spazi delle ex-carceri “nuove” di corso Vittorio a Torino. La location è assolutamente suggestiva e il cortile interno in cui verrà allestito il palco è (incredibilmente, vista l’originaria destinazione d’uso dello spazio) delizioso e intimo.
Al fresco, quindi, da tutti i punti di vista considerate la stagione, la temperatura e, presumibilmente, l’umido. Già mi sembra di sentirvi: “ho qualche linea di febbre”, “sono già due giorni che prendo la/i propoli”, “al TG5 hanno detto che arriva la cingalese”… Insomma, per le scuse, stavolta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se poi ci mettiamo pure che (al solito) l’evento è concomitante a club-to-club (*)… Fate come volete!!!
Se venite ce ne stiamo tutti vicini vicini e ci scaldiamo insieme sotto i funghi, senza contare che tutto il contatto fisico che si verrà a generare potrebbe essere l’occasione per nuovi incontri, nuovi amori, nuove relazioni clandestine. Se invece state a casa… beh, è probabile vi si fonda il televisore (o il PC, o l’impianto Hi-Fi). E se andate altrove, per carità, fate pure, ma temo vi ritireranno la patente per guida in stato di ebbrezza. E poi non venitemi a dire che non vi avevo avvertito: “Agente, la prego, ho bevuto solo un chinotto! …a stomaco vuoto!”. Patetici.
UPDATES: la logistica. Siccome Pancrazio ci tiene all’organizzazione, onde evitare che si parli troppo e poi le cose finiscano miseramente “in un fumo terribile”, ecco due dritte dell’ultimo (o quasi) minuto.
Il luogo esatto della manifestazione è qua.
L’orario dell’esibizione gaetana è le ventidue.
E prima sarebbe carino che veniste a sentire anche emily novak.
(*) A proposito, Vale, ti perdiamo appena finito il concerto anche stavolta?
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Una nutrita delegazione di gaetani si è recata allo stadio Delle Alpi di Torino, gonfia di un sentimento a metà fra il voyeurismo perverso e l’adorazione che trascende il decadimento della carne, a rendere omaggio a tre signori che hanno deciso di rispolverare il vechhio brand per una rimpatriata globale: the police.
Ognuno, come presumibile, ha elaborato diversamente l’evento, pertanto il post in quesitione ambisce non tanto a fare una sintesi delle posizioni, ma a presentarvele (magari nel giro di qualche giorno) e lasciare a voi, posto che sia davvero interessante, l’arduo compito.
KOPPY
Il vecchio. Cioè, io mi sento tale nella misura in cui ho definitivamente messo a fuoco che la dimensione “concerto allo stadio” non mi appartiene più (posto che mi sia mai appartenuta). Mi sento definitivamente (e probabilmente anagraficamente) lontano dalla necessità di consumare un rito collettivo (almeno quando per collettività si intende una cerchia superiore a quella dei miei amichetti): la gente troppo alta che non ti fa vedere niente, una distanza enorme fra te e il performer, i mega schermi, il vicino che ti canta nell’orecchio parole inventate su due piedi… no more, thanks! Fatta questa premessa, sono contento di esserci stato, per carità, anche se penso con un po’ di tristezza a chi ha speso 120 euro per vedere di lato il palco. Sting in forma smagliante, Copeland ai livelli di sempre (nonostante pettinatura+fascia tergisudore che ricordavano Jane Fonda che insegna l’aerobica), Summers imbarazzante, almeno nei (troppi) assoli che si è concesso (o che ha preteso per contratto, viene il sospetto…). In generale la prova è stata intensa, ma la qualità decisamente altalenante: alcuni raffinati riarrangiamenti, alcuni pezzi dal groove che non mostra gli anni che ha, qualche brano che sembrava poco più che improvvisato, specie nei finali (ma qua rimando ad un eventuale integrazione di Victor Precisetti Busato). Insomma 7-, secondo me.
STEO
Il giovane, anche perchè ieri era il mio compleanno (mio e di Sting), e invece di sentirmi un anno di più me ne sentivo dieci di meno. Ho imparato a suonare la chitarra anche provando a scimmiottare le ritmiche di Roxanne e, per un dilettante, una canzone tutta in barrè è un’impresa!
Ero molto emozionato e riponevo grandi aspettative nell’esibizione dei tre, nonostante le recensioni tiepide provenienti dal resto del mondo e dal web.
Il concerto è stato splendido per me, ho cantato tutte le canzoni stonando e inventandomi le parole nell’orecchio del mio vicino (Koppy). Ho saltato, ballato e, visto che sono alto, ho visto il palco e i musicisti.
La critica alla preformance è ovviamente figlia del contesto a cui ci si riferisce: rispetto al panorama attuale sono sicuramente da 8,5; se confrontati con i Police dell’84 si nota una minor grinta, i musicisti sul palco sono più statici e Sting, nonostante abbia ancora una voce dell’altro mondo, non è ovviamente più lo stesso… Concordo nella differenza di attenzione che è stata riservata ad alcuni brani da cui emerge una maturità di arrangiamento e una padronanza del sound che non possedevano allora ma nel complesso sono ancora da 7,5
Infine il capitolo Andy Summers: non avrei mai pensato di dover difendere un chitarrista che fin dagli inizi della (mia) carriera non ho mai amato. Ho imparato ad apprezzarlo col tempo: la capacità di armonizzare, la cura del suono, il legante meno appariscente di due prime donne. Ancora oggi conserva alla grande le sua capacità. La sua pecca sono sempre stati i soli, non è mai stato capace a farli e ha dato piena dimostrazione dei suoi limiti ieri sera. Rimane comunque sempre un grande chitarrista, almeno da 7.
VITTO
Recensione chiama recensione, così eccovi il mio personale punto di vista sul bell’evento a cui si è assistito in data 4-10.
La mia considerazione si può sintetizzare nella seguente affermazione (condivisa per altro dalla mia gentil consorte, di cui mi faccio portavoce, anch’essa parte del suddetto manipolo di gaetani presenzianti): “contento di esserci stato ma decisamente non uno dei concerti più belli che io abbia visto”.
Entrando più nello specifico quello che salvo, al contrario nostro Anzianotti batterista, è il contesto dello stadio pieno che ti avvolge; nonstante le teste davanti, l’acustica approssimativa e i performers lontani dagli occhi ma non dal cuore, penso ancora che l’evento Rock, e questo lo è stato a tutti gli effetti, per quanto d’annata (sia il Rock stesso, che il/i sottoscritto/i) vada consumato in piedi, in mezzo a gente sudata, che ti stona ritornelli inventati nelle orecchie, il tutto concluso dal più triste dei panini con salsiccia di “profugo” (sarà che per ora la sindrome di Peter Pan resiste ancora sull’Alhzeimer).
Dal punto di vista prettamente musicale, premessa una mia conoscenza decisamente inferiore rispetto ai miei due colleghi (re)-censori, mi attesto sulle medesime conclusioni: uno Sting in gran spolvero che fa sempre invidia, sia per la forma fisica (meglio di noi lo sapranno le sue partners) che per l’integra capacità di cantare come solo lui sa, oltre a un’inusuale verve bassistica. Un Copeland che fa sempre il suo sporco lavoro, come una volta. Un Summers capace di aprire gli accordi e fare da collante quanto necessario, come dice l’avvocato della difesa, imbarazzante sui soli e abbastanza incartapecorito da stonare al confronto dei suoi due soci (camicia azzurra e giacca blu fanno decisamente troppo impiegato del catasto anzichè vecchio rocker: per il look voto 4).
Nel complesso una riproposizione dei brani storici soddisfacente con punte di eccellenti riarrangiamenti, non infierisco sui finali improvvisati da un ensamble che non ha comunque più l’intesa di chi suona insieme quotidianamente; in conclusione voto 6,5. Un saluto a tutti!
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Il weekend del 29 e 30 settembre Torino celebra la terza festa dei lettori srotolando sotto i suoi portici, da Porta Nuova a Piazza Castello, un tappeto di libri lungo oltre due chilometri. 120 e oltre i librai che contribuiranno con il loro “arsenale”, da mane a sera, a rendere più appetitosa una vasca in pieno centro. In mezzo a tutte queste pagine, decine di altre iniziative: letture, autori, convegni, concerti…
Concerti? Ehm… sì, ecco, concerti. Di fronte al Teatro Regio, nella splendida cornice di Piazza Castello, potrebbe capitarvi, se proprio passaste di là, intorno alle 20 di sabato… potrebbe capitarvi, dicevo, di incrociare Gaetano su un palco (o qualcosa che ci somiglia). Per voi, ovviamente, lettori e ascoltatori affezionati e atteni, e per tutto questo tripudio di libri che scalda il cuore più di un punch al mandarino.
Questa volta, spiace dirlo, non avete scuse.
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